| Visite guidate

Foto della Visita a I Farnese nella Roma del Cinquecento – 23 Febbraio 2025

Con Federica Di Folco, che per professione e per passione è una esperta conoscitrice dei fasti farnesiani, abbiamo visitato la mostra “I Farnese nella Roma del Cinquecento. Origini e fortuna di una collezione”, a Palazzo Caffarelli in Campidoglio.

Una mostra sicuramente celebrativa e che come tale non si propone di dire molto di nuovo ma ha il merito di mettere in scena, è il caso di dire, l’intero ambito in cui si muove il mecenatismo e il collezionismo dei Farnese. Ambito pubblico e privato, perché il capostipite di questa famiglia di natali non proprio eccelsi fu papa e dunque promotore di opere pubbliche che hanno lasciato il segno nella città di Roma. Ma pubblico e privato sono strettamente legati nelle mani di Paolo III, al secolo Alessandro Farnese (ecco il suo nome) e così il Palazzo di città (per il quale all’architetto di famiglia, Antonio da Sangallo il Giovane, subentrò Michelangelo), gli Orti refrigerio nel cuore della Roma antica sul Palatino, il Campidoglio cuore del potere comunale, ma a lui soggetto, sono tutti segni tangibili del suo potere sulla scena internazionale, e del potere della sua famiglia nello scacchiere delle alleanze contemporanee. Lo vediamo in una stessa sala raffigurato come emaciato cardinale da Raffaello e poi vetusto pontefice dallo sguardo rapace da Tiziano, in uno dei famosi ritratti conservati al Museo di Capodimonte a Napoli.

L’intraprendente dinastia che da lui prese l’avvio, a partire dal figlio Pierluigi e dai suoi figli Alessandro, Ottavio, Ranuccio e Orazio, segnò un’epoca di splendori principeschi e di collezioni dai pezzi meravigliosi di scultura antica, di glittica, di numismatica, di oreficeria, con cui gli artisti di corte, Guglielmo della Porta ma soprattutto Annibale Carracci vennero chiamati a confrontarsi.

Una intera sala è dedicata, con una riproduzione in scala ridotta ma molto ben fruibile, alla Galleria di Palazzo Farnese, affrescata da Annibale Carracci tra lo scorcio del ‘500 e i primissimi del ‘600. Un tour de force inadeguatamente apprezzato dal committente, Odoardo Farnese, cardinale “malgré lui”, ma che per i secoli a venire rimarrà esempio ineguagliabile del disegno, della perizia compositiva e pittorica dell’artista forse più insigne della prima metà del Seicento. I tanti schizzi per la Galleria “Amor vincit omnia” sono in mostra a dimostrarlo.

Riproduzioni delle opere di scultura antica che i Farnese trasferirono a forza dai siti antichi come il Toro Farnese, l’Ercole di Glicone, Pan e Dafni fanno da cornice ai ritratti dei membri di questa famiglia che meglio rappresenta la congiuntura storica di metà cinquecento, con le sue sanguinose guerre e la sua magnificenza non più eguagliata.

(Visited 12 times, 1 visits today)

Lascia un commento

Iscriviti alla newsletter!

Resta aggiornato e ricevi le nostre newletter d'arte, i video e tutte le informazioni sugli eventi in programma.